Autore: Shilha Cintelli
Titolo: Duro intelligere e morbido sentire.
Anno: 2024
Misure: variabili
Tecnica: Bronzo e porcellana paperclay
Mi hanno sempre affascinato gli aghi, hanno un potere magico: l’ago serve a ricucire gli strappi, è una richiesta di perdono, non è mai aggressivo, non è uno spillo. L’ago è la misura di tutte le cose che vogliamo unire, è presente in ogni parte della nostra vita e ci introduce anche a tutta quella sfera emotiva che conserviamo e che abbiamo metaforicamente bisogno di rimettere insieme. Un elemento così piccolo e così potente, quanto prezioso, che è nelle mani dell’uomo sin dall’antichità. Una tradizione antica che in Giappone è diventata un rito “Harikuyo” in cui gli aghi da cucito che si sono rotti o spezzati vengono portati al tempio per ringraziarli del lavoro svolto. Aghi dalla cruna rotta, aghi spezzati, piegati dallo sforzo. Dedicare così del tempo e un viaggio verso il tempio a un oggetto che, con dedizione, ha lavorato per noi a lungo diventa un gesto così delicato da farlo sembrare quasi un dono. Attribuire un’anima a un oggetto, che si è preso cura di molti aspetti della nostra vita. Allora l’ago diventa simbolo, un sentimento e non più utensile; forte e lucente come il bronzo che si poggia sulla morbidezza e delicatezza della porcellana, come un duro intelligere e morbido sentire.
Ultimo aggiornamento il 26 Settembre 2025
